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5月29日 Ma no, ma no! È solo un rumorino... da niente!Parlava così il capitano del Titanic? Dopo questa piccola chicca cinematografica parliamo di un'annosa diatriba che affligge oramai le menti di ogni essere umano che abbia mai dato uno sguardo sul volto della società moderna. In realtà è una diatriba inesistente che importa in media a 3 persone su 1000, quindi ammetto di aver usato il più vile degli stratagemmi per catturare la vostra spaurita attenzione. Ieri, ovvio momento di scazzo, di cui la mia vita ne è estremamente e paurosamente piena, girovagavo in cerca di forum musicali quando vedo un piccolo, timido post che parlava dei System of a Down, il gruppo da me più odiato della scena musicale del momento. Ovviamente nei primi dieci post erano già presenti circa dodici flame, e quarantadue minacce di morte a discapito del povero malcapitato che aveva aperto il thread, ma questo ha poca rilevanza nel computo delle nostre dichiarazioni. La mia attenzione ricadeva su un altro particolare. La spiazzante presenza di luoghi comuni nelle affermazioni di una frangia di "individui" che si definisce anticonformista, cioè gente per definizione trasgressiva che si identifica solo in se stesso, e non secondo canoni e crismi già preconfezionati da un sistema classificatorio già esistente nella società. (Comunque sto ascoltando Windowpane degli Opeth e devo dire che è fantastica!) Questi esseri, che in teoria si definiscono i metallari del 2000, asserivano frasi di una tale ingenuità e di un tale conformismo che mi lasciavano quanto meno allibito. Sarebbero questi i metallari di oggi?
Iniziamo con il primo punto che mi ha torturato fino ad adesso, tant'è che è proprio per questo che ho deciso di occupare il preziosissimo spazio di questo visitatissimo blog (non so perché ma non spunta la pagina del mio spazio su MSN quindi quei pochi accessi che momentaneamente faccio devo richiederli in carta bollata ed in ginocchio ai miei amici): un tizio dichiarava che secondo la sua annosa esperienza il metal era un genere fondamentalmente di sinistra. Quì il mio volto era perplesso, anzi diciamo pure basito. Di fronte ad una dichiarazione del genere l'unica cosa che mi viene da dire è: "Ma va a cagare". Ma poi ci penso e mi dilungo. Dire una cosa del genere è praticamente come ammettere la totale ignoranza del mondo metal, e proprio per questo dico, e mi batto per questo, che i System of a Down non rientrano nemmeno lontanamente e nemmeno come sottogenere di un metal che ormai possiamo considerare estinto (prendi gruppi come i Sepultura e gli In Flames che sono scaduti nel più banale dei crossover e traine le tue conclusioni se non ti fidi delle mie), anche per causa loro. Un gruppo "true metal" non si permetterebbe (e per fortuna dato che l'arte non deve essere contaminata da fini esterni a quello dell'arte stessa) mai e poi mai di inserire temi politici e sociali in una sua opera. Non è il campo di un metallaro questo: la lotta del metallaro non è di tipo sociale, non fa delle ribellioni di massa il suo punto cardine per un mondo equo, bensì è "banalmente" una lotta per un mondo migliore, per una giustizia generica. Questa lotta non parte dalle masse e non incita nessuno alla violenza se non per il gusto dello spargimento di sangue stesso (prendi il Thrash, il Death o in un certo senso anche il Black) dei truci mietitori della giustizia. È una lotta individuale e personale, in cui è lo stesso metallaro a dover percorrere un cammino - prettamente psicologico, e sfacciatamente individuale - che lo porta ad una sensazione di "astio orgasmico" alla fine di ogni buon album True. In definitiva mi sembra superfluo dover continuare dicendo che il metal è nella sua incarnazione un genere palesemente apolitico, anche se ci sono pochi casi in cui assume tematiche che ricordano da vicino alcuni sistemi totalitari (parliamo di gruppi volti all'esultazione della guerra, conosciuti da tre persone o quattro massimo in tutto il mondo, o dei mitici Sepultura, che hanno, specie ultimamente, sfoggiato un'inclinazione al richiamo delle lotte sociali).
Un altro fastidiosissimo luogo comune è quello di additare come metal qualsiasi genere in cui il vocalist assume tonalità particolari che possono spaziare dal "sospirato", allo "scream", o al distorto artificialmente. È inspiegabile vedere ragazzini sui 16/20 anni indossare il campionario 2005/2006 del "Buon Ferramenta" e poi non riuscire ad intavolare una discussione musicale in cui non si finisce per dover spiegare loro che il gruppo che menziona non fa metal, il suo vestito rappresenta un velo di ignoranza, o se vogliamo essere meno truci, o magari il nostro interlocutore è in realtà una niocca da paura, dirle che è semplicemente incoerente. È come se andassi a un concerto di Laura Pausini vestendomi da "punkabbestia". Non si fa. Gruppi come System of a Down, Korn, Slipknot, Linkin Park, Deftones, Limp Bizkit, Rammstein o gente come Marylin Manson non hanno mai composto un'opera metal, non la stanno componendo e non la comporranno mai e poi mai! Poi se ti vuoi comunque imbottire di ferraglia assortita (impossibile non chiedere alla figonza di turno "scusa hai la chiave del 12 che sono rimasto a piedi con la macchina?"), fai quello che vuoi, non sono tuo padre e se anche lo fossi me ne sbatterebbe la ciolla, ma permettimi di puntualizzare almeno sull'aspetto più prettamente simbolico di quello che vuoi dire alla gente che ti passa di fronte.
Infine notiamo che la gente che di solito fa queste classificazioni, riesce a definire una persona di sinistra, anche per il solo gusto di fumarsi una canna, o per il semplice piacere di bere birra. L'idiozia purtroppo generica che colpisce gli adolescenti di oggi si racchiude alla fine in questo luogo comune: cioè nel compiere un'azione perché legata ad un movimento ben più ampio che ti fa in qualche modo accedere nella schiera di quelli "OK". Tutto il resto è sfiga.
Burzum - Dunkelheit
5月28日 Messaggio di benvenuto al povero lettore (se mai ce ne sarà uno)Cazzo, sentivo il pressante bisogno di un posto dove poter finalmente scrivere quelle stronzate in esubero che purtroppo, vuoi per mancanza di tempo (le mie 24 ore libere giornaliere sembrano non bastare mai per placare la mia sete di ozio) vuoi per mancanza di gente disposta ad ascoltarle, non possono essere tralasciate ai posteri nella storia dei secoli. E cosa, dunque, meglio del blog di MSN per poter lasciare indelebile il mio nome negli annali della storia? In esso (e non parlo solo del mio) si celano manoscritti che ad un occhio ignaro dell'evoluzione della nostra società potrebbe sembrare assolutamente pauroso!
Momenti di scazzo ovviamente. Quei momenti in cui ti sei dimenticato tutti i consigli e i rimproveri subiti in silenzio dai 3 ai 21 anni (più in là non so dirvi esattamente) in cui vi si consigliava la corretta postura da seduti. Momenti in cui ti ritrovi praticamente supino su una sedia, con lo schienale trafitto nel collo, la panza immancabilmente di fuori, e magari con il dito ci trastulliamo il pelo ricreando forme sinusoidali che farebbero impazzire di gioia qualsiasi matematico o aspirante tale. Dicevo, succede in quei momenti che ti accorgi del lampante, focoso, inaspettato, lancinante, dispettoso e sicuramente pedante desiderio di pelo. E così vai a spulciare, sempre trastullandoti con un dito il pelo della panza con cui ormai hai assunto quasi un rapporto di fratellanza indissolubile, nei meandri dei tuoi contatti MSN. Trascorri con la rotella del mouse tutta la lista ma gli unici contatti che trovi sono quelli della suora benedettina votata alla castità illimitata, quello della quattordicenne libidinosa in perenne ricerca di cazz'in'cam, e il suo, il solo, l'inimitabile contatto della porcella che tanto cercavi. In quel momento qualsiasi relazione col mondo esterno scompare. Fermi il dito con il quale avevi ricreato una sinusoide di circa 62 metri con il tuo pelo pubico e non solo; ti alzi di scatto da quella posizione che ti ha reso quasi paralitico e assumi l'aspetto minaccioso dello stereotipo più puramente Disneyano della strega ammaliante e incazzosa. Le mani avvinghiate sulla tastiera scrivi il fatidico messaggio: "Ciao". Da questo momento il tempo è come se si fermasse. Il mondo scorre, il fratello ti bestemmia qualcosa dietro, la madre magari ti dice che sono settimane che non cambi le mutande e che lei se n'è accorta, ma tu non te ne rendi conto, passano le ore, e il tuo sguardo resta incollato a quel povero, triste e solingo "Ciao" che avevi con tanto fare baldanzoso scritto. Ovviamente non ti accorgi di quello che ti succede attorno: incendi spontanei, crolli di palazzi, incidenti mortali, genocidi plurimi possono accaderti davanti agli occhi, ma tu imperterrito reciti nella tua mente una sorta di macumba psicologica e mentale per invitare il tuo contatto alla risposta. Ma niente. In media dopo le 6 ore e 48 primi ti balza in mente un piccolo, indissolubile dubbio: "Ma, MAGARI non risponde perché IO le do fastidio". E qui la parte più meramente sadica, cinica, ma soprattutto masochista si impossessa del nostro piccolo povero cervello virtuale (che è un cervello solo lontanamente parente a quello socioreale). Capacitatici dunque che il nostro contatto non vuole bellamente rotte le ampolle iniziamo la nostra sequenza magica di: 1) Bestemmie assortite con maledizioni voodoo in ordine crescente, 2) Programmi e patches per hackare i trilli lanciati a manetta su più piani e tonalità, 3) se ancora il nostro contatto evita di rispondere si cerca di ricreare con i suddetti nudge-hack la sinfonia 9° di Beethoven, 4) Si cerca di catturare l'attenzione con ipotetici discorsi precedentemente iniziati ma mai conclusisi che possano minimamente suscitare l'interesse del contatto, 5) se tutti i metodi sopracitati non si sono rivelati utili, allora si prova con l'ultima mossa, la frase: "Ti faccio vedere una cosa bella...". Questa frase è utilissima perché crea un alone di mistero che ha da sempre incuriosito la donna e non solo. In questo momento il 97% delle donne si sofferma a guardare pensando: "Ma guarda sto povero sfigato" e chiude la finestra magari bloccandoti. Ma quel restante 3% cosa fa? Il restante 3% risponde... "Ciao". Da notare l'aspetto più meramente gnorri della frase in questione. Magari si inventa compiti pseudofanatici, sette sataniche o mestamente religiose in corso in casa propria, ipotetici animali domestici defecanti le altrui tastiere, morte prematura più resurrezione di un componente a scelta della famiglia. In questo momento voi, in preda ad un orgasmo cerebrale siete su Google Immagini a ricercare "cazzo di nero, possibilmente voluminoso e di bella figura". Prontissimi con il Photoshop a sbiancarlo e a dargli una ripulita dal colore meticcio (non c'entra un cazzo credo ma ci sta bene) della razza africana, ci apprestiamo a rispondere. Il tutto accade con una non-chalance pazzesca, come se i riti voodoo di cui sopra non siano mai successi. Nel frattempo la nostra colei risponde. Clickiamo sulla finestra color arancio del nostro bel Windows XP e leggiamo "Cosa vuoi farmi vedere?". Da notare il lato meschino e materiale della questione: quando stavamo sbavando in cerca di una risposta, per permetterci uno sfogo, o quantomeno una chiacchierata in tranquillità, quando buttavamo sangue in preda a crisi e raptus di follia, LEI dov'era? Solo con pretese di stampo materiale LEI si avvicina. Abbiamo trovato nel frattempo una foto di un QUALCOSA di immensa, inenarrabile, siffatta natura giunonica (so che non funziona per i maschi, ma concededemi l'epiteto viados), almeno 36cm ad occhio e croce. Rispondiamo con nonchalance come al solito: "Una foto, ma non è del mio viso". Tralasciamo tutti gli aspetti successivi a questa domanda, tutti i tentativi della colei di sembrare una del club "Caste e Pure, Ma Spalancate", e arriviamo al dunque (ca si ficiru i 4 e ancora na finutu...), cioè riusciamo a mandarle questa foto per uno spirito pseudo-virtua-narcisistico (ovviamente non possiamo ostentare il nostro filo-uccellino che supera a stento il decametro quindi ci accontentiamo al momento di una soddisfazione virtuale). Le risposte qui diventano tra le più varie, ma credo che si possano suddividere in poche categorie:
Dai 15 ai 17 anni: l'incerta inclinazione sessuale, ma soprattutto la violenza psicologica ricevuta dai giornaletti di stampo psicopornografico (tipo Cioè per intenderci) fanno in modo che si instauri nella mente di lei un meccanismo alquanto goliardico e a dir poco aberrante nella sua forma: la sedicenne (e tutte le sue incarnazioni) ovviamente fa del sesso un punto cardine della sua evoluzione psicofisica e ovviamente deve renderne partecipi più persone possibili. Ovviamente non può farlo apertamente perché, specie in Sicilia, sarebbe immantinente presa per un semplice "troione". E allora molto intelligentemente la sua risposta sarà più o meno, "impressive" ma ho visto di meglio. Frase che fa incazzare di brutto e loro, credo, lo sanno. Gli stai mandando una foto di dimensioni portentose, che mai e poi mai, nemmeno seguendo un tantra di preparazione fallica per le prossime sedici vite, riuscirai ad avere, e loro rispondono, a 15 anni, "ho avuto di meglio". Ovviamente a primo acchito ti fa incazzare, poi ti rendi conto che, ovviamente, non possono mostrarsi impreparate nella loro materia preferita, e dunque per dimostrare la loro femminilità e il loro essere donna ti propinano la più immensa delle stronzate. Non troverai mai una 15/16/17 enne che ti dirà "WOW sei immenso", non possono permetterti questo sazio, loro ne sanno sempre più di te. Vogliono dirti questo.
Dai 17 anni in su: dai 17 anni in su la reazione è alquanto diversa in base alla fascia d'età presa in considerazione, ma sono quasi le 4 e ancora non ho terminato quindi sticazzi mettiamo tutto in una categoria. Appena la foto arriva (la barra sembra non terminare mai) la sua risposta, da donna matura è: "Ok, adesso dimmi perché me l'hai mandata?" (ovviamente la diciottenne media non usa differenziare accenti di sorta sulle vocali, ma tant'è meglio che noi lo facciamo). Ovviamente la stronzetta di turno vuole fare ricadere tutta la perversione sulle nostre spalle. Ne abbiamo ovviamente la maggior parte in tutto ciò, ma se accetti un motivo ci sarà. La nerchia piace in fondo. Rispondi mesto ovviamente "voglio il tuo parere da esperta". Dopo le ovvie cagate di ciolla ti darà un parere che è quasi sempre serio e in qualche modo confacente a quello reale. Il 50% delle indiziate scopre il trucco e ti manda a fanculo, ma il restante subisce una nuova sottoclassificazione. Le allupate, e le fidanzate. Le prime ti inviteranno improvvisamente ad un incontro focoso del tipo "rusti e mangia" che dovremo negare con abilità innate se non vorremmo fare la peggior figura di merda della nostra vita, le seconde, dipende. Spesso faranno paragoni con i propri ragazzi, ma in realtà se sapete come prenderle la verità scaturirà in breve tempo fuori, e anche loro apprezzeranno un invito fuori, ma dopo aver scagliato la pietra, ritirate la mano, allora si creerà una situazione pietosa anche stavolta.
Le ragazze che frequentano i vari canali IRC #sesso: Questa è una categoria di ragazze piuttosto atipiche. In realtà nel 98,6% dei casi non sono del tutto ragazze, anzi non lo sono proprio. Fortunatamente l'1,4% è rappresentato da elementi viados, che sotto un uso davvero pesante di trucco, fard e Photoshop riescono a farsi passare per ... donne. In realtà sono i commenti più naturali e meno caricaturali che verrete a scoprire riguardo a questo ignoto membro preso da un anfratto remoto della rete. Questo membro ormai lo conoscerete più del vostro, e si creerà una sorta di unione amore/fratellanza quasi maniacale nel tempo. Certo ogni tanto qualcuno si fa prendere la mano, e quando scoprite in cam possibilmente che Martina26 in realtà è Martino26...centimetri tutto il piacere di compiere azioni di questo tipo (non vedo che piacere ci possa essere, ma Internet è bello perché vario) vi passerà, almeno per la prossima mezz'ora buona.
Spero che la mia guida vi sia piaciuta... ah si... era una guida per indurre il lettore a non entrare nuovamente in questo blog... spero di esserci riuscito :P (rileggendolo credo proprio di si) |
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